L’Italia ha disposto l’allontanamento di due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa a Roma, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, trasformando un’importante inchiesta giudiziaria in un caso diplomatico e politico di primo piano. I due hanno tre giorni di tempo per lasciare il nostro Paese.

Il provvedimento del governo segue l’operazione del 7 luglio 2026 condotta dal Ros dei Carabinieri, con il supporto dell’Aisi, che ha portato all’arresto di due ex 007 italiani accusati di aver ceduto informazioni classificate a un agente di Mosca.

I due funzionari russi, accreditati in Italia tra novembre e dicembre 2023 rispettivamente come addetto Marina Aeronautica e addetto Marina aggiunto, godevano dell’immunità diplomatica. Un vincolo che ha impedito alla magistratura di procedere penalmente, inducendo l’esecutivo a intervenire sul piano della politica estera: l’espulsione lo strumento con cui lo Stato dichiara la presenza dei due diplomatici incompatibile con la propria sicurezza nazionale.

La reazione dell’esecutivo è stata immediata. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l’accaduto una “grave ingerenza”, inquadrando l’attività di spionaggio nella “guerra ibrida” condotta da Mosca contro l’Occidente. Parole dure anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di un’offensiva contro il Paese favorita da “traditori interni” disposti a vendersi per denaro o potere personale.