Una domanda che nessun portavoce gli avrebbe mai riportato. Nella sala stampa di Ankara, durante il vertice Nato, è bastato un giornalista danese per mettere in difficoltà Mark Rutte. A cui è stato chiesto, in sostanza, se restare seduto accanto a Donald Trump mentre il presidente americano parla di conquistare la Groenlandia, attacca alleati come la Spagna e minaccia guerre commerciali, non gli costi qualcosa in termini di “dignità personale”.

“Mark, lei sta seduto vicino a Donald Trump nei momenti in cui parla di conquistare la Groenlandia, di scagliarsi contro alleati come la Spagna, di guerre commerciali: cose che il vecchio Mark Rutte non avrebbe approvato”, ha detto il cronista. “Tutto questo ha un effetto sul suo rispetto di sé, quando resta lì accanto a lui e non dice nulla?”.

Trump, nel corso del summit, ha rilanciato la pretesa che siano gli Stati Uniti, e non la Danimarca, a dover controllare la Groenlandia, riaprendo un fronte di tensione con un Paese alleato, e ha definito la Spagna “un partner terribile”. Rutte non ha replicato punto per punto: ha detto che a Trump va riconosciuto il merito di aver reso l'Alleanza più forte, spingendo i governi europei ad aumentare la spesa per la Difesa. “Quello che faccio sempre è riconoscere il merito quando è dovuto”, ha risposto.