Milano, 9 lug. (askanews) – La Valpolicella ha chiuso il 2025 con quasi 57,5 milioni di bottiglie immesse sul mercato, in calo del 3% sull’anno precedente, ma conferma una presenza consolidata in 87 Paesi e rafforza l’attività di promozione internazionale. È il quadro tracciato dalla sesta edizione del report annuale del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, presentato a Venezia, che restituisce l’immagine di una Denominazione orientata a difendere il valore più che a inseguire i volumi.

Il vigneto della principale Denominazione rossista del Veneto si mantiene stabile a 8.614 ettari distribuiti in 19 comuni e 11 vallate, con una filiera che supera le 2.200 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori. Verona resta il primo Comune per superficie vitata con il 15%, seguita da Negrar e San Pietro in Cariano, entrambe al 13%, e da Illasi all’11%. Insieme questi quattro poli concentrano il 52% del vigneto della Denominazione. Sul piano varietale, la Corvina continua a dominare con il 56% della superficie rivendicata, mentre Rondinella e Corvinone pesano ciascuna per il 19%. La Molinara si ferma al 2%.

Nel 2025 la produzione ha raggiunto 840.510 quintali di uva. Di questi, 327.545 quintali sono stati destinati all’appassimento, tornando sui livelli del 2016. L’imbottigliato complessivo segna una flessione diffusa a tutte le principali tipologie: Amarone e Recioto si attestano a 13,58 milioni di bottiglie, in calo del 2,4%; il Valpolicella Ripasso scende a 27,37 milioni, con un -3,7%; il Valpolicella si ferma a 16,50 milioni, in diminuzione del 2,7%. Il dato complessivo conferma una fase di normalizzazione delle quantità dopo gli anni di maggiore espansione.