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Salvatore Riggio

La Fifa, che si fa carico delle spese per i trasporti e per le 50 camere necessarie alla squadra scandinava, ha poi dato il via libera al trasferimento, ma i norvegesi hanno dovuto pagare la differenza di prezzo delle stanze

Un’ondata influenzale sta colpendo i calciatori della Norvegia proprio alla vigilia dello storico quarto di finale contro l’Inghilterra, ma i problemi per la delegazione non sono finiti qui. Appena sbarcata a Miami, la Nazionale si è trovata di fronte a una situazione logistica insostenibile, che l'ha spinta a richiedere con urgenza alla Fifa il cambio immediato dell’albergo assegnato. Ora i norvegesi alloggiano nel lussuoso Four Seasons ma prima la situazione era molto differente.

Secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano norvegese «NRK», la struttura iniziale presentava gravi carenze igieniche e di comfort: stanze sporche, invase dal fumo e con evidenti tracce di muffa. A peggiorare le cose, la vicinanza a un rumoroso cantiere edile e a un’autostrada trafficata rischiava di compromettere seriamente il riposo degli atleti. Il team manager norvegese ha confermato alla stampa che, nonostante lo stesso hotel avesse già ospitato altre Nazionali senza che emergessero criticità, la Federazione ha preferito non correre rischi: «C’erano degli aspetti del primo albergo che avremmo voluto fossero diversi. Alla fine abbiamo deciso di cambiare perché ora siamo alla sesta settimana e resteremo qui per un’intera settimana. E la partita che giocheremo ora è la più importante che abbiamo mai disputato», queste le sue parole.