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Non si capiscono le origini del virus che ha colpito la selezione di Solbakken
Scattano i sistemi d'allarme nel ritiro della Norvegia, attesa dalla storica sfida dei quarti di finale contro l'Inghilterra. Nelle ultime ore, le voci rimbalzate dai tabloid britannici e da alcune emittenti internazionali avevano dipinto uno scenario apocalittico: un'intossicazione alimentare di massa o un virus intestinale fulminante pronto a decimare la selezione scandinava.
Nessuna intossicazione da cibo avariato, ma un più classico virus influenzale che è effettivamente circolato tra alcuni membri della delegazione, portando febbre alta, spossatezza e attacchi di tosse. A finire ko nelle scorse ore sono stati l'attaccante Strand Larsen (già rientrato in gruppo dopo aver smaltito la febbre) e il difensore Pedersen, isolato in hotel a scopo precauzionale prima dell'ultimo match. Anche il Commissario Tecnico, Solbakken, è apparso visibilmente provato in conferenza stampa, ammettendo di aver passato notti insonni a causa dei sintomi influenzali: “Ho lasciato che lo staff festeggiasse dopo il Brasile. Ero troppo stanco, sono andato dritto a letto”.
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