Pubblicato il: 09/07/2026 – 11:32

Lavori edilizi agevolati dal Superbonus 110% che, secondo l’accusa, non sarebbero mai stati realizzati. Fatture per operazioni inesistenti, false asseverazioni, visti di conformità e crediti d’imposta poi ceduti a istituti bancari e altri soggetti giuridici per ottenere denaro. È il meccanismo fraudolento ricostruito dalla Guardia di finanza di Grosseto nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica. I finanzieri del Comando provinciale hanno eseguito una misura cautelare reale emessa dal gip del Tribunale di Grosseto, disponendo il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre 380mila euro nei confronti di un’impresa e del suo rappresentante legale.

Il meccanismo dei crediti

L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha riguardato una società operante come general contractor nella provincia di Grosseto. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’impresa avrebbe stipulato diversi contratti di appalto per interventi edilizi finanziati attraverso la detrazione fiscale del Superbonus 110%. Quei lavori, però, sarebbero rimasti solo sulla carta. La società, attraverso fatture per operazioni inesistenti, false asseverazioni e visti di conformità, avrebbe generato crediti d’imposta poi ceduti a istituti di credito e ad altri soggetti giuridici in cambio di corrispettivi in denaro. Un sistema che avrebbe consentito una immediata monetizzazione dei crediti.