Costretto a indossare il braccialetto elettronico, il giornalista e politico si dichiara innocente. E attacca chi mette in dubbio il suo stile di vita «morigerato», pur ammettendo di giocare da decenni d'azzardo «ma senza sollecitare nessuno»

Lui assicura che vive da monaco, senza vizi, e di essere completamente innocente. È questo il messaggio che Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia, affida a una nota dopo l’arresto disposto ieri dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. Adinolfi si dice pronto ad affrontare quella che definisce «la gigantesca saldatura di alcuni interessi che vogliono vedermi nel fango», annunciando battaglia su più fronti, dalla presunta violazione del segreto istruttorio alla diffusione mediatica dei dettagli dell’inchiesta. Nella nota ringrazia amici e «anche alcuni avversari» per i messaggi di solidarietà ricevuti, dicendosi sereno grazie alla fede: «Dio quando vuole mostrare la regalità di Davide non gli manda una corona, gli manda Golia».

Le accuse contro Adinolfi: cosa dice della vicenda giudiziaria

Assistito dall’avvocato Riccardo Di Lorenzo, come riporta Il Messaggero, Adinolfi denuncia di dover indossare il braccialetto elettronico, misura che a Roma, sostiene, viene «riservata solo agli autori di crimini violenti e neanche a tutti loro». Nel mirino del giornalista finiscono anche i tg del prime time, accusati di darlo per colpevole senza usare i condizionali e di aver gonfiato le cifre raccolte dall’associazione Cristo Regna: secondo Adinolfi si tratterebbe di 3mila euro, non di 3 milioni come sarebbe stato riportato. Punta il dito in particolare contro il programma Le Iene, indicato come l’ispiratore di un metodo mediatico che avrebbe già «rovinato migliaia di vite».