HomeArezzoCronacaL’Associazione Giovani Avvocati Sezione di Arezzo sull’accesso agli atti del Carcere di ArezzoDepositato un accesso agli atti indirizzato al Ministero di Giustizia finalizzato ad ottenere tutta la documentazione inerente all’appalto pubblico della ditta incaricata di ristrutturare il carcere di ArezzoIl carcereRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 9 luglio 2026 – L’Associazione Italiana Giovani Avvocati – Sezione di Arezzo ha depositato, nella giornata odierna, un accesso agli atti indirizzato al Ministero di Giustizia finalizzato ad ottenere tutta la documentazione inerente all’appalto pubblico della ditta incaricata di ristrutturare il carcere di Arezzo.
L’istanza in questione si è resa necessaria in quanto, a fronte di una ad oggi imprecisata spesa pubblica, il carcere risulta per 2/3 inagibile, con una capienza di circa 42 posti letto a fronte di un potenziale di 120. Da quanto appreso a seguito di due accessi nella struttura dai soci di AIGA Arezzo, nel 2025 e nel 2026, effettuata in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale AIGA per le Carceri, a seguito dei lavori eseguiti dalla ditta aggiudicatrice dell’appalto indetto, le porte di una intera ala risultano troppo strette e non consentono il passaggio di eventuali barelle, da qua l’inagibilità alla quale non si è trovata una soluzione nonostante i lavori siano iniziati oltre 16 anni fa. Come ampiamente rappresentato dai vari Direttori che si sono susseguiti, Dott.ssa Alessandra Tuono, oggi sostituita dal Dott. Luca Sardella, laddove tale situazione fosse regolarizzata, riportando la struttura alla capienza originaria, il carcere e i detenuti ivi presenti potrebbero beneficiare di una platea di servizi rieducativi (scuola e corsi di formazione in primis), oggi impossibili da erogare, a causa dei numeri irrisori di reclusi e dell’ancor più esiguo tempo di permanenza nella struttura medesima. Peraltro, è notizia di poche ore dell’avvenuta emanazione della Direttiva del DAP Toscana che, stante il sovraffollamento, reso ancor più critico a seguito del sequestro da parte della Procura di ben 7 sezioni del Carcere di Sollicciano mediante la quale invita le strutture Toscane ad accettare nuovi detenuti “adottando ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema, per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra”.






