La Norvegia è la grande sorpresa della Coppa del Mondo 2026. Dopo aver chiuso il girone I al secondo posto alle spalle della Francia, ma davanti a Senegal e Iraq, la nazionale di Stale Solbakken ha eliminato prima la Costa d'Avorio e poi il Brasile, conquistando per la prima volta nella sua storia l'accesso ai quarti di finale di una grande competizione internazionale. Un traguardo storico costruito attorno al talento straordinario di Erling Haaland, autentico trascinatore della formazione scandinava con sette gol nelle prime cinque partite del torneo. Ora la Norvegia si prepara ad affrontare l'Inghilterra, consapevole di aver già riscritto la propria storia, ma con la sensazione che il bello debba ancora venire.

La crescita della Norvegia era nell'aria già durante le qualificazioni, ma pochi avrebbero scommesso su una squadra capace di spingersi così lontano. Il gruppo guidato da Solbakken ha trasformato il ruolo di outsider in quello di autentica rivelazione del torneo, conquistando per la prima volta nella propria storia i quarti di finale di un Mondiale. Dopo il successo per 4-1 all'esordio contro l'Iraq e quello per 3-2 sul Senegal, la pesante sconfitta per 4-1 contro la Francia non ha ridimensionato le ambizioni della formazione scandinava, che ha saputo reagire con maturità nella fase a eliminazione diretta. Il 2-1 contro la Costa d'Avorio ai sedicesimi ha aperto le porte dell'ottavo di finale, dove è arrivata l'impresa più grande: il successo per 2-1 contro il Brasile. Si tratta di un risultato storico sotto più punti di vista. Non solo perché vale il primo approdo ai quarti di finale di un Mondiale o di un Europeo, ma anche perché conferma un dato tanto curioso quanto significativo: il Brasile non ha mai battuto la Norvegia. Nei cinque precedenti tra le due nazionali, infatti, gli scandinavi hanno ottenuto tre vittorie e due pareggi, rimanendo l'unica selezione affrontata almeno cinque volte dalla Seleção senza mai conoscere la sconfitta. Questa Norvegia, inoltre, ha dimostrato di non arrendersi mai. Ben cinque dei dodici gol realizzati nel torneo sono arrivati dopo il 76' di gioco, un primato condiviso soltanto con il Marocco. Una squadra che cresce con il passare dei minuti e che ha fatto della forza mentale una delle proprie armi migliori.