<p>La crisi dell’automotive tedesco continua a colpire anche il lusso. <strong>Porsche</strong>.ha chiuso il primo semestre con<strong> consegne mondiali</strong> in calo del 16%, scese a 122.306 vetture, il livello più basso degli ultimi sei anni.
Dopo i segnali di debolezza emersi nei mesi scorsi, i dati confermano le difficoltà del <strong>marchio luxury</strong> del gruppo Volkswagen, penalizzato soprattutto dalla frenata della domanda in Cina e Nord America e dal rallentamento della transizione verso l’elettrico. </p> <p> </p> <h2><strong>Usa primo mercato ma in flessione del 13%.
In Cina -32%</strong></h2> <p>Il <strong>mercato nordamericano </strong>si conferma il primo sbocco commerciale del costruttore, con 37.712 auto consegnate, ma registra comunque una flessione del 13%.
Secondo Porsche, oltre ai dazi il calo è dovuto soprattutto alla scadenza degli <strong>incentivi fiscali</strong> per i veicoli elettrici e ibridi negli Stati Uniti e all’uscita di produzione delle versioni con motore termico della 718. </p> <p> </p> <p>Ancora più pesante la situazione in Cina, dove<strong> le consegne sono crollate del 32%</strong> a 14.501 unità.
Il gruppo attribuisce la flessione al difficile contesto di mercato e alla strategia orientata a privilegiare la redditività rispetto ai volumi, evitando sconti aggressivi per sostenere le vendite.













