di

Rinaldo Frignani

Due esplosioni a distanza di poche ore a Rieti e Chieti, che hanno causato morti e feriti

A Sant’Anastasia di Borgorose tutti aspettavano la festa di sabato per la patrona della cittadina con i fuochi d’artificio. Il boato e la nuvola di fumo bianco a forma di fungo che si è alzata in lontananza ieri mattina nelle campagne di Torano hanno annunciato invece una nuova tragedia. E ora rabbia e dolore si alternano fra gli abitanti del piccolo centro in provincia di Rieti, al confine con l’Abruzzo, che non ha mai dimenticato la strage del 28 luglio di tre anni fa, quando nello stabilimento della Pirotecnica Mattei si verificò una devastante esplosione che provocò la morte di Franco Colle e dei suoi giovani figli Anna e Claudio.

Ieri, poco dopo le 9, è successa la stessa cosa. Uno scoppio ha polverizzato la nuova casamatta dello stesso complesso per la produzione di botti — che ora si chiama V.D. Fireworks — uccidendo il cugino e la zia dei ragazzi, Simone Colle, 30 anni, e la madre Teresa Tozzi, di 60. Dai riscontri dei carabinieri della compagnia di Cittaducale e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Rieti, guidato dal colonnello Valerio Marra, è emerso che la fabbrica aveva riaperto da poco dopo aver passato le procedure di controllo e ottenuto dalla Prefettura la licenza per tornare a produrre e a vendere giochi pirotecnici. Con un altro proprietario — comunque un loro cugino — subentrato ai fratelli Fabrizio e Gaetano Mattei, che nel giugno 2025 hanno patteggiato una condanna a quattro anni di carcere per detenzione di materiale esplodente in un sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro delitto in relazione all’esplosione del 2023.