La sfida è fare crescere ancora di più il mercato dei congressi ed eventi intercettando una quota maggiore di clientela internazionale che sceglie l’Italia per i meeting. «Per lo sviluppo del sistema e far guadagnare all’Italia posizioni nel settore del Mice (Meeting, incentive, congressi ed eventi ndr) è indispensabile lo sviluppo di una politica industriale specifica che potenzi la qualità dell’offerta - spiega Gabriella Gentile, presidente di Federcongressi&eventi, l’associazione italiana dell’industria dei congressi e degli eventi che aderisce a Federturismo Confindustria -. Si deve potenziare la qualità dell’offerta intervenendo soprattutto sulla riqualificazione delle sedi degli eventi perché molte risalgono agli anni ’70 e ’80 e non sempre nelle gare internazionali si rivelano competitive. Inoltre è indispensabile che il ministero del Turismo mantenga nei confronti del settore lo stesso livello di attenzione che ha dedicato alla promozione del Paese».

Il turismo congressuale nel 2025, secondo i dati dell’associazione che oggi a Roma organizza l’incontro «Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati Oice» ha generato un fatturato diretto di 13,2 miliardi confermando il trend di crescita del 6,4 per cento. Lo scorso anno sono stati organizzati 366mila eventi con circa 28,6 milioni di partecipanti e 43,3 milioni di presenze. A trainare sono gli eventi delle aziende, la quota è del 61,4% ed è in crescita il peso del mercato associativo, vicino al 24,5 per cento. Per l’anno in corso si stima una crescita intorno al 6% con 14 miliardi di ricavi diretti. «La crescita media annua del 6,4% registrata negli ultimi tre anni conferma la meeting industry come leva strategica per destagionalizzare e diversificare i flussi turistici, due priorità dell’azione di Confindustria - sottolinea Leopoldo Destro, vice presidente Confindustria per trasporti, logistica e industria del turismo -. La domanda sempre più qualificata, che emerge dal rapporto, richiede misure stabili e investimenti strutturali per rafforzare la competitività. Perché i congressi e gli eventi sono anche un importante motore di attrazione della domanda internazionale e di valorizzazione dei territori e delle filiere del made in Italy».