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Paolo Tomaselli, inviato a Foxborough
I due campioni sono grandi amici dai tempi di Parigi. Kylian ha testimoniato in difesa dell'amico che però verrà giudicato per violenza sessuale
Per Kylian Mbappé e la sua Francia non ci sono alternative: per quanto mostrato finora e per il potenziale che hanno i Bleus l’obiettivo minimo è tornare in finale per la terza volta di fila, come non accade da 26 anni, quando a riuscirci fu il Brasile. Se questa Francia dei magnifici 4 attaccanti e della coppia dei sogni Mbappé-Olise è davvero la nuova Seleçao, per la capacità di vincere dando spettacolo, lo stabilirà il rampante Marocco, che ha già sovrastato a lungo proprio i verdeoro (1-1 nell’esordio) e l’Olanda (1-1 e poi vittoria ai rigori).
I rischi per Deschamps sono due: una fase difensiva non sempre impeccabile e un eventuale eccesso di sicurezza. Il ct assicura che «nel gruppo non c’è euforia, ma piacere di stare assieme anche dopo 7 settimane: rispettiamo molto il Marocco, che conosciamo bene». L’avvertenza è per la stampa al seguito della squadra africana, che insorge per la brevità della conferenza pre partita di Deschamps: «Potrebbe essere la mia ultima partita sulla panchina della Francia? Siete molto gentili a ricordarmelo, ma non ci penso: l’obiettivo è quello di fare di tutto per passare il turno. Sarà una grande partita, con il braccio di ferro a centrocampo per vedere chi avrà il pallone. L’arbitro argentino? Io mi fido, il nostro avversario è il Marocco, non il direttore di gara: spero che Tello sia bravo come è stato Letexier in altre partite». E considerato che il fischietto francese è finito nella bufera per Argentina-Egitto non si capisce se DD faccia sul serio o provochi.









