Filippo Amantini, classe 2009, di Acqualagna (75 chilogrammi per un’altezza di 185 cm) ha firmato nei giorni scorsi con il Gubbio il suo primo contratto da calciatore professionista. Filippo alle doti naturali aggiunge la costanza e il sacrificio di chi vuol emergere nel gioco del pallone, tant’è che per crescere nel suo percorso calcistico ha fatto due anni avanti e indietro prima a Fano (Alma J.Fano) nell’under 12 (sotto età) e nell’under 13 (nazionale C) e poi per 4 anni ancora avanti e indietro tutti i giorni per Rimini (anche se l’ultimo anno grazie ad un appartamentino a Fano a volte rimaneva da solo gestendosi cibo, lavatrici ed altro) Quattro anni a Rimini (under 14, 15 e 16 e anche nella Nazionale C come capitano) ovviamente sempre titolare nei vari campionati e nell’ultimo anno calcistico da Acqualagna a Gubbio tutti i giorni. Nel luglio di un anno fa aveva firmato il vincolo con la società umbra diventando un punto fermo della difesa della squadra dell’under 17 guidata da Federico Tafani e terminando la stagione tra le prime otto squadre d’Italia e con la difesa migliore d’Italia di tutti i campionati under17 (A-B- Lega Pro) con 23 gol subiti in 32 gare) .

Durante la stagione 2025-26 è stato convocato regolarmente da mister Daniele Arrigoni per la rappresentativa nazionale Lega Pro a Coverciano. Dopo una lunga selezione era rimasto nei 22 e aveva partecipato anche al torneo internazionale Righi-Maggiorini di Torino. Da maggio diverse società si sono fatte avanti per integrarlo direttamente nella prima squadra (anche una B con la Primavera, poi scartata) e diverse società di serie D e tre di serie C tra cui il Gubbio e proprio qui Filippo "per dare continuità" ha firmando un contratto di 2 anni. Partirà il 16 luglio con la prima squadra, allenata da mister Di Carlo, e già il 22 luglio giocherà una bellissima amichevole a Firenze contro la Fiorentina "Babbo – ha detto Filippo in famiglia – io devo marcare quei giocatori, Gosens, Kean….che ho al Fantacalcio". Dopo una quindicina di giorni il mister e la dirigenza, valuteranno in base anche agli arrivi, se tenerlo definitivamente in rosa (con concreti e reali possibilità di giocare) oppure, se ancora ‘acerbo’, girarlo in prestito in una delle serie D per "farsi le ossa" per una stagione e poi tornare "pronto" per la rosa della prima squadra.