Michele Mari con I Convitati di pietra (Einaudi) ha vinto l’80esima edizione del Premio Strega. Perfino la polemica al curaro con l’altra finalista Teresa Ciabatti, e con lei il “partito Murgia”, hanno potuto nulla sul predestinato vincente fin dalla designazione della sestina poco più di un mese fa. Mari con 190 voti ha battuto Matteo Nucci che con Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli) ha raccolto 152 preferenze. Al terzo posto con 84 voti Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani). Al quarto con 78 voti Alcide Pierantozzi e il suo Lo sbilico (Einaudi). Quinta Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori) che ha raccolto 75 voti. Fanalino di coda Vedove di Camus (L’Ombra) di Elena Rui con 64 voti.

Nell’eccezionale sede del Campidoglio di Roma non c’è mai stata gara. Fin dal primo scrutinio Mari ha messo in cassaforte una manciata di voti sufficiente per tenere a distanza l’insidioso Nucci e molto lontani Pitzorno e Pierantozzi. Fin dal primo scrutinio si è anche capito che non ci sarebbe stato nessun ribaltone dopo l’oramai celebre scontro sul van dello Strega tra Mari (reo di una supposta frase, detta in privato tra quattro colleghi, “Murgia era intransigente perché brutta”) e l’autrice di Donnaregina che poi, a stretto giro, avrebbe rivelato alla stampa le presunte illazioni dell’autore milanese. Tanto che Ciabatti non è mai stata della partita o anche solo nei primi quattro posti già dopo il primo scrutinio. I convitati di pietra, del resto, era sicuramente il libro più stimolante e riuscito della sestina: per nulla ecumenico, sagacemente crudele, lontanissimo dai clichè del politicamente corretto come spesso accade negli ultimi anni tra i premiati e i candidati dello Strega. “Al netto del fatto che non so tecnicamente sorridere, perché mi verrebbe fuori un ghigno, sono emozionato e contento”, ha sospirato con quell’accento che pare il comico Maurizio Milani. “Ringrazio i lettori che mi hanno sostenuto e quelli che non mi hanno sostenuto, soprattutto dopo un tour di presentazioni piuttosto impegnativo, per usare un eufemismo”, ha chiosato Mari riferendosi proprio alla focosa polemica attorno allo spirito della Murgia e chiamando sul palco figli e moglie, stampando poi un bacio prolungato sulla bocca di quest’ultima. Einaudi torna alla vittoria dopo due anni (l’ultima fu la Di Pietrantonio con L’età fragile) e porta a quattro le vittorie solo negli ultimi dieci anni. Einaudi fa un ulteriore passo in più con 16 Strega vinti verso Mondadori ancora prima in classifica con 23 vittorie.