Graham Platner, il candidato Democratico del Maine per il Senato degli Stati Uniti, ha sospeso la propria campagna dopo giorni di pressioni da parte del suo stesso partito, per via delle accuse di violenza sessuale nei suoi confronti. In un video diffuso su X, Platner ha definito le accuse nei suoi confronti «completamente false», e spiegato che la sua decisione non è un’ammissione di colpa, ma il risultato delle pressioni politiche.
Platner non ha ancora formalmente ritirato la sua candidatura: ha detto che lo farà solo quando avrà la certezza che il partito sceglierà il suo sostituto attraverso un processo «trasparente e democratico». Il partito Democratico organizzerà un’assemblea per scegliere il nuovo candidato il prossimo 27 luglio.
Platner è un politico molto popolare, molto di sinistra e la sua eventuale vittoria contro l’attuale senatrice Repubblicana Susan Collins era considerata fondamentale per il controllo del Senato da parte del partito Democratico, e dunque per la sua possibilità di contrastare efficacemente le tendenze sempre più autoritarie del presidente Repubblicano Donald Trump. Le accuse contro Platner e la sospensione della sua candidatura chiaramente favoriscono Collins.






