HomePesaroCronacaCremosi gnocchi all’anatra e gelato. Dialogo metafisico in giardinoIncontro di sapidità e balsami in due creazioni preparate all’agriturismo Gentilrosso tra atmosfere di Cechov. .Incontro di sapidità e balsami in due creazioni preparate all’agriturismo Gentilrosso tra atmosfere di Cechov. .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuali differenze e quali analogie possono esserci tra un piatto di gnocchi all’anatra e un gelato con fiordilatte di bufala nostrana e fichi caramellati? Apparentemente nessuna, specie se pensiamo questi due piatti serviti con trentaquattro gradi sopra lo zero. Con queste temperature, vien da dire, vada per il gelato, vade retro lo gnocco che ce lo lasciamo per la prossima invernata. E invece le apparenze ingannano perché il cibo va ben oltre le regole convenzionali e a volte diventa metafisica della fisica. Dunque spogliamoci di ogni pregiudizio gastronomico, dimentichiamo la nostra memoria gusto-olfattiva ordinaria, e infiliamo le gambe sotto un tavolo apparecchiato con straordinaria (ce ne vorrebbero) tovaglia bianca che ricorda quella di Fiandra ma in realtà è di Fenile, amena località del retroterra fanese.
Siamo in mezzo alla natura, a due passi da un probabile ruscello contornato da i canneti, nell’agriturismo Gentilrosso che resta una palestra di pensiero stupefacente per le emozioni che è capace di dare ogni volta. Innanzitutto un microclima a sé, con la rugiada della verzura ad alitare frescura, e poi un ambiente che richiama il giardino dei ciliegi di Cechov, qualcosa cioé di candidamente sospeso nel tempo, quasi immortale. Un luogo che sfugge alle stagioni. L’altra sera, ad esempio, l’estate era autunno e le foglie gialle già barcollavano nell’immaginario, nell’incanto del momento, spinte dal vento oltre la calura. Ed ecco calati in questo luogo metafisico i due piatti agli antipodi, ma in realtà perfino affini: gli gnocchi all’anatra hanno una parvenza avvolgente e cremosa, sudano sapore. Avrei dovuto assaggiarne una, massimo due forchettate, invece ho finito il piatto, trascinato dalla sapidità speziata del sugo e dalla sua freschezza, data dal balsamo silvestre della bacca di ginepro che lo indorava.







