Di fronte alle minacce cyber potenziate dall'intelligenza artificiale, le banche europee devono sbrigarsi ad approntare adeguate difese per non farsi cogliere impreparate in caso di attacco. La Banca centrale europea ha dato quattro mesi di tempo - il termine scade il 31 ottobre - agli istituti del Vecchio continente per definire dei piani d'azione necessari a fronteggiare i rischi informatici crescenti e sistemici legati ai modelli di IA di frontiera. Come si legge nella lettera inviata dalla Bce ai ceo degli istituti europei, queste tecnologie sono infatti in grado di "individuare vulnerabilità nei software e generare degli exploit funzionanti a una velocità senza precedenti, riducendo l'arco temporale tra la scoperta di una vulnerabilità e il suo sfruttamento. Tali sviluppi hanno implicazioni potenzialmente profonde per la riservatezza, l'integrità e la resilienza dei sistemi Ict delle banche".

L'avanzata di modelli di IA sempre più evoluti, come Mythos di Anthropic, molto efficaci nell'identificare e sfruttare falle nei sistemi informatici, ha alimentato forti preoccupazioni tra governi e istituzioni Ue sulle attuali difese di cybersecurity delle organizzazioni europee. E ha anche evidenziato il differenziale di capacità nell'utilizzo di questi strumenti tra le due sponde dell'Atlantico, con alcuni dei principali istituti finanziari negli Stati Uniti che già a maggio hanno potuto sperimentare il modello di frontiera per scoprire e affrontare fragilità critiche delle proprie infrastrutture: ottenuto l'accesso a Mythos, hanno cominciato ad effettuare interventi correttivi e ad aggiornare i software, informando gli istituti più piccoli privi dell'accesso diretto al modello.