HomeMassa CarraraCronacaGuardia medica pediatrica. Battaglia per l’attivazione: "Serve un impegno chiaro"Mastrini, delegato Anci per la montagna, punta a valorizzare territori ’scoperti’ "Servizio chiave dove i punti nascite sono stati chiusi in modo sciagurato".La mobilitazione si è trasformata in un percorso strutturato per avere il servizioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa richiesta della guardia medica pediatrica torna al centro del dibattito pubblico in Lunigiana. Dopo l’incontro della scorsa settimana a Pontremoli tra Usb e comitati della salute, la mobilitazione si è trasformata in un percorso strutturato che punta a ottenere, finalmente, un servizio considerato essenziale da famiglie e amministratori. A guidare l’iniziativa è Matteo Mastrini, sindaco di Tresana e figura di riferimento nella sanità locale: delegato alla Consulta della montagna di Anci Toscana e membro della Giunta esecutiva della Società della Salute. Mastrini ha scelto una strategia a due livelli.
Da un lato l’azione amministrativa: "Ho già protocollato un atto – spiega – che chiede all’assemblea della Sds di farsi parte attiva presso la Regione per ottenere l’attivazione sperimentale della guardia medica pediatrica, come previsto dalla legge regionale 44/2025". Dall’altro, il coinvolgimento diretto della popolazione. È infatti già online su Change.org la petizione "Chiedere a Regione Toscana l’attivazione della Guardia medica pediatrica in Lunigiana", che in pochi giorni ha superato le 200 firme, segno di una sensibilità crescente sul tema. Il terzo passo sarà un momento pubblico di confronto. Domenica 2 agosto, al Parco Fiera di Barbarasco, Mastrini riunirà istituzioni, associazioni e cittadini in un convegno dedicato alla nuova legge regionale e alle sue ricadute sui territori più fragili. "Non abbiamo bisogno di prese di posizione strumentali – afferma – ma di un impegno chiaro. È necessario prevedere un anno di transizione, che includa anche l’inverno 2026/27, e soprattutto recuperare alla legge quei territori che oggi non hanno copertura pediatrica nel weekend: Lunigiana, Casentino, Alta Val di Cecina, Montagna Pistoiese. Non sarebbe moralmente né giuridicamente accettabile continuare a escluderli". Mastrini attende una risposta dalla Regione e un incontro con l’assessora Monni: "Questa è la seconda legge regionale di iniziativa popolare in oltre cinquant’anni. È la volontà dei cittadini a chiedere che la Lunigiana entri nella sperimentazione, poi nel periodo transitorio e infine nel modello definitivo". Un ringraziamento particolare va ad Andrea Fiori, presidente del Comitato cuore di bimbo della provincia di Arezzo e rappresentante delle associazioni dei genitori nella Consulta della rete pediatrica toscana, che ha sostenuto l’iniziativa. La battaglia si inserisce in una ferita ancora aperta: la chiusura del punto nascite di Pontremoli. "La guardia medica pediatrica – sottolinea Mastrini – avrebbe senso proprio nei territori dove i punti nascite sono stati chiusi in maniera sciagurata". Per la Lunigiana la richiesta è questione di equità territoriale, sicurezza per le famiglie e dignità: la comunità da anni chiede di non rimanere indietro.







