Aveva manomesso un contatore, per far sì che registrasse il 60 per cento in meno di quanto effettivamente consumato. Per questo è stata scoperta a denunciata dai carabinieri una 43enne di Montecosaro, presidente di una cooperativa che si occupa di accoglienza in favore dei migranti, ritenuta responsabile del reato di furto aggravato di energia elettrica.
A far scattare le indagini era stata la denuncia fatta dalla società "E-Distribuzione Energia Elettrica", che aveva riscontrato alcune anomalie e consumi ingiustificati, troppo bassi, sulla rete di propria competenza relativa a quella utenza. Ricevuta questa segnalazione, i carabinieri di Montecosaro hanno fatto qualche controllo e così sono riusciti a ricostruire quello che era accaduto: il contatore era stato manomesso, perché registrasse meno della metà dell’energia elettrica effettivamente consumata. Di questa operazione è stata individuata la presunta responsabile, cioè la 43enne, legale rappresentante e presidente pro-tempore del consiglio di amministrazione di una cooperativa sociale montecosarese.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i fatti si sarebbero protratti per un lungo periodo, dal settembre del 2021 fino al giugno 2025. Al termine delle indagini, la donna è stata denunciata per furto aggravato commesso su cose destinate a pubblico servizio o di pubblica utilità. Il danno complessivo causato alla società di energia elettrica è ancora in corso di quantificazione. La donna potrà comunque dare una sua versione su questo episodio, in tribunale.









