Una finta polizza assicurativa per l’auto venduta al telefono e un danno economico da 400 euro per un cinquantenne del posto. È questo il bilancio dell’ennesimo raggiro digitale sventato dai carabinieri della Stazione di Senigallia che, a conclusione di una meticolosa attività d’indagine, hanno individuato e deferito in stato di libertà una venticinquenne residente fuori regione con l’accusa di truffa. L’attività investigativa è scattata a seguito della formale querela sporta dalla vittima. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la giovane aveva agganciato l’uomo proponendogli la stipula di un contratto di assicurazione per la sua vettura, spendendo falsamente il nome di una nota compagnia del settore. Con accurati raggiri e artifizi verbali, la finta assicuratrice è riuscita a convincere il cinquantenne a farsi accreditare la somma di denaro, promettendo l’attivazione immediata della copertura. Una volta incassato il denaro, però, il servizio non è mai stato attivato e la donna ha fatto perdere le proprie tracce. L’individuazione della responsabile, per la quale vige la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, conferma la prontezza operativa dei Carabinieri nel contrasto alle insidiose frodi telefoniche. Con l’occasione, l’Arma rinnova l’invito alla prudenza nelle contrattazioni a distanza: prima di pagare, è fondamentale verificare che l’intermediario o il sito siano iscritti al RUI (Registro Unico degli Intermediari) sul portale dell’Ivass. Le compagnie regolari non richiedono mai ricariche di carte prepagate, ma solo versamenti su conti aziendali.