Il giudice ha condannato il medico Giovanni Sgroi a tre anni, tre mesi e tre giorni di reclusione per violenza sessuale su quattro donne. Questa la sentenza emessa ieri mattina dal tribunale di Milano che ha giudicato il 71 enne medico di Rivolta, nonché ex sindaco. Prima del processo, più volte rinviato, Domenico Chindamo, l’avvocato del medico, era riuscito a trovare un accordo risarcitorio con le donne che avevano denunciato Sgroi e questo aveva permesso di arrivare al procedimento senza che loro si presentassero come parte civile. Nell’ambito dell’ultima udienza il pm Alessia Menegazzo aveva chiesto una condanna a tre anni e cinque mesi, mentre l’avvocato Domenico Chindamo aveva cercato di cambiare il capo di imputazione lasciando sempre la violenza sessuale, ma attenendosi a un reato meno grave.
Il giudice Tommaso Perna ieri mattina ha deciso per una condanna leggermente inferiore alle richieste del pubblico ministero. In base alla sentenza il medico (oggi in pensione e decaduto dal ruolo di sindaco) resta agli arresti domiciliari dal 23 maggio 2025. La sentenza sarà depositata entro 90 giorni, dopo di che la difesa potrà interporre appello. Il medico resta agli arresti domiciliari, in quanto riconosciuto colpevole di un reato ostativo per il quale non è possibile la libertà sulla parola o la facoltà di scontare l’ultima parte della pena ai servizi sociali. La vicenda che ha avuto come protagonista il medico sindaco di Rivolta d’Adda era iniziata nel maggio del 2025, quando cinque donne, separatamente, avevano presentato denuncia per violenza sessuale nel confronti del medico (per una di queste cinque poi non sono stati riscontrati elementi sufficienti per fare arrivare la denuncia in giudizio). I fatti denunciati erano avvenuti durante le visite nella clinica di Pozzuolo Martesana, dove il medico esercitava. Sgroi era stato messo agli arresti domiciliari lo scorso 23 maggio e a Milano era cominciata l’istruttoria per il reato di violenza sessuale. Il giorno successivo il prefetto aveva sollevato Sgroi dalla carica di primo cittadino. Poco tempo dopo all’istruttoria di Milano si erano aggiunte altre denunce provenienti da donne della Bergamasca, che accusavano il medico dello stesso comportamento. L’avvocato Chindamo, a dicembre, aveva cominciato una trattativa con le cinque donne che avevano denunciato Sgroi, riuscendo a trovare un accordo attraverso un risarcimento. Appianata questa questione, a maggio è cominciato il dibattimento che è terminato ieri con la condanna.






