Mohammad Reza MortazaviRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa sua musica è basata sull’incedere ipnotico del suono del Tombak, il tamburo della tradizione persiana che, da solo, ha la capacità di trasformare ogni ambiente nello spazio della trance e della modificazione degli stati di coscienza. È un virtuoso del suo strumento, Mohammad Reza Mortazavi, nato in Iran nel 1979 e esponente di una generazione di artisti di quella terra che proiettano il loro incredibile patrimonio etnico nel futuro, semplicemente esaltandone le possibilità di evocare un mondo, arcaico, misterico, immerso nella magia. Una sensazione indefinibile, di grande suggestione, che arriva domani (alle 20) nel Parco Archeologico di Kainua a Marzabotto. Un appuntamento molto particolare, organizzato dal Festival di ricerca e sperimentazione sonora internazionale Robot in collaborazione con il Mnema – Museo Nazionale Etrusco, per Membrane Culturali 2026, la rassegna promossa dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Una iniziativa fortemente voluta dal Ministero della Cultura per immaginare una fruizione diversa, sempre più ampia, di spazi così preziosi che diventano un circuito inedito che unisce il piacere della scoperta di collezioni di pregio. Reza Mortazavi, mette in scena un patrimonio immaginato come un itinerario senza tempo che gravita intorno al battere a tratti velocissimo a tratti quasi melodico del tombak, che suona talmente bene da aver vinto, giovanissimo, i premi istituiti in Iran per chi dimostra particolare maestria nell’utilizzarlo. La svolta avviene quando a vent’anni si trasferisce a Berlino, città epicentro delle avanguardie sonore europee, grazie ai tantissimi club dove, con grande disinvoltura, i linguaggi più disparati si mescolano, si intrecciano, dialogano mettendo in relazione le tante comunità straniere con l’elettronica globale e con le piste da ballo che ne fanno la capitale della dance music. Qui, proprio la frequentazione con queste realtà, influisce profondamente nella sua idea di produzione sonora, e il tombak inizia a conversare con le macchine digitali della techno music.
Reza Mortazavi per Robot. Suoni ipnotici a Kainua. Dall’Iran a Marzabotto
L’artista, domani in scena, è un virtuoso del Tombak, tamburo della scuola persiana






