<p>L'Italia e altri 14 Stati europei hanno scritto una lettera alla Commissione Ue per includere il nucleare nel quadro energetico post 2030 dell'Ue. È un modo per riconoscere il ruolo di questa tecnologia «nel conseguimento di decarbonizzazione, sicurezza dell'approvvigionamento e competitività».

E per consentire di raggiungere gli obiettivi climatici «nel modo più efficiente in termini di costi». </p><p>Oltre al ministro Gilberto Pichetto Fratin, a firmare il documento sono anche gli omologhi di Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia e Svezia.

Tutti hanno chiesto alla Commissione di adottare un approccio «tecnologicamente neutrale» con «un quadro energetico flessibile» e aperto ad atomo, «rinnovabili e tutte le altre tecnologie a basse emissioni di carbonio», in quanto «in un contesto geopolitico complicato, l'Ue deve andare oltre l'ideologia e istituire un quadro energetico che consenta di costruire competitività e resilienza sulla strada verso la neutralità climatica entro il 2050». </p><p>L'obiettivo, insomma, è «allineare il mix alle priorità strategiche dell'Unione».

E se «la transizione energetica rimane la via più efficace anche per ridurre la vulnerabilità derivante dalle importazioni di combustibili fossili», il nucleare dovrà comunque avere un ruolo centrale perché «è parte della soluzione».</p><p>Quella sull'atomo è una partita che si incrocia il dossier automotive.