L’evento.09 luglio 2026 alle 01:04Domani al via il festival del folklore con gruppi da Argentina, Perù e Portogallo
I gruppi di Portogallo e Argentina a cui si aggiungono quelli di Perù, del Friuli e di tantissime associazioni folk della Sardegna, stanno arrivando in queste ore a Quartu. Domani sul palco allestito in piazza Mercato, saranno infatti tutti presentati al pubblico, dando così ufficialmente il via alla 41esima edizione di Sciampitta, il festival internazionale del folklore organizzato dal gruppo Città di Quarto col patron Gianni Orrù. Un appuntamento imperdibile, all’insegna della festa e delle tradizioni. Sabato alle 19 ci sarà invece la “messa dei popoli” nella basilica di Sant’Elena seguita dalla cerimonia davanti al monumento ai caduti e dalla sfilata dei gruppi per le vie della città. L’arrivo è in piazza mercato dove, alle 21,15, ci sarà l’apertura ufficiale della rassegna con i gruppi partecipanti a cui si uniranno i tamburini e trombettieri sa Sartiglia di Oristano, Sotziu Tenore Murales Orgosolo e l’associazione culturale Cuncordia a luneddas.
I protagonisti
«Per noi è un onore arrivare in Sardegna per Sciampitta», dice Juan Maica il direttore del Ballet Argentino Calden Gaucho, «portiamo la Pampa nel cuore e siamo pronti a condividere la nostra energia con il pubblico sardo». Amabelio Pereira del gruppo Folklorico de Faro Portogallo, aggiunge: «Sciampitta è un festival che unisce i popoli con eleganza e autenticità. Siamo felici di rappresentare il Portogallo, in questa edizione dove tradizione e accoglienza si incontrano in un modo unico». E ancora Marco Coodori direttore del gruppo del Perù: «Partecipare a Sciampitta significa portare la voce delle Ande nel Mediterraneo. È un ponte culturale che ci emoziona ogni volta, un luogo dove la danza diventa dialogo tra mondi lontani». A rappresentare l’Italia c’è il gruppo del Friuli, con direttore Massimo Boldi: «Sciampitta è un festival che custodisce l’anima del folklore internazionale. Siamo orgogliosi di essere presenti e di condividere con Quartu la forza delle nostre radici friulane».






