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Natalia Distefano

Lo scrittore vince con 190 voti, secondo Matteo Nucci con 152. Staccati gli altri finalisti. La premiazione l'8 luglio nella inedita sede del Campidoglio, a Roma. Un’edizione condizionata dalla lite su Michela Murgia

Brindisi in giallo per Michele Mari e il suo romanzo I convitati di pietra (Einaudi). È lui il vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega, nonostante il testa a testa con Matteo Nucci e il suo Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli) — arrivato secondo — abbia in più momenti fatto salire le temperature e agitare i ventagli in seta degli ospiti della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, promotrice del premio insieme a Strega Alberti Benevento. La finale del più importante concorso letterario d’Italia, intitolato quest’anno Quasi una vita (dall’omonimo libro di Corrado Alvaro vincitore nel 1951) si è chiusa l'8 luglio a Roma, ospitata eccezionalmente in piazza del Campidoglio — e non nella storica sede di Villa Giulia— in onore dell’anniversario a cifra tonda.

Serata caldissima all’ombra delle architetture monumentali della Grande Bellezza, ma pronostico rispettato, dunque: Mari d’altronde era ormai da mesi «il favorito», guidava la sestina con 280 voti, 38 più di Nucci. Scarto che l'8 luglio si è rivelato incolmabile, con il distacco mantenuto fino all’ultimo voto degli Amici della Domenica: 190 i voti finali per Mari e 152 quelli per Nucci. Non solo. Lo scrittore milanese, già un mese e mezzo fa aveva incassato lo Strega Giovani — replicando la parabola della doppietta di riconoscimenti messa a segno nel 2025 da Andrea Bajani con L’anniversario (Feltrinelli) — e alla vigilia della finale romana, due giorni fa, aveva candidamente ammesso: «La vittoria? Sì, un po’ ci credo, ma sempre con prudente scaramanzia».