La Corte d’Appello civile di Milano si è riservata di decidere sui contrapposti reclami dell’ex Ilva e della associazione dei genitori tarantini, questa assistita dagli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, relativamente al provvedimento con il quale a febbraio il Tribunale di Milano ha disposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento a partire dal 24 agosto 2026, se non saranno attuate le prescrizioni per la riduzione dell’inquinamento. Lo rendono noto i legali dell’associazione.

L’ex Ilva chiede l'annullamento del provvedimento, mentre l’associazione ne chiede il «rafforzamento», cioè «che la chiusura venga ancorata anche ad altri argomenti non valorizzati dal Tribunale - spiegano i legali - cioè il diritto al clima e la presenza di amianto nel processo di lavorazione della acciaieria». La decisione è attesa nelle prossime settimane.