Due sconfitte nette, accomunate dalla severità del punteggio ma diverse per andamento, ridimensionano le ambizioni italiane a Wimbledon: dal sogno di un possibile storico record con tre azzurri in semifinale nei due tabelloni, resta soltanto Jannik Sinner, già qualificato, a difendere la speranza di un storico bis ai Championships. Prima Jasmine Paolini ferma la sua corsa con l'ucraina Kostyuk, poi Flavio Cobolli crolla con la wild card Arthur Féry: entrambi, sul Centrale, non sono riusciti a confermare il livello di tennis espresso nei giorni precedenti, interrompendo ai quarti di finale una corsa fin lì esaltante. Paolini, semifinalista dodici mesi fa, si è arresa in appena un'ora e nove minuti all'ucraina Marta Kostyuk, cedendo in due set (6-3 6-2).

Una prestazione lontana dagli standard mostrati nei turni precedenti, condizionata da una mobilità ridotta e da un numero eccessivo di errori gratuiti. Più ancora del risultato, resta il rammarico per non essere riuscita a ritrovare sul Centrale il ritmo e la brillantezza della prima settimana. "È stata una partita dura. Marta ha giocato in modo aggressivo, un tennis davvero di alto livello - ha spiegato l'italiana -. Io non sono riuscita a giocare come nelle partite precedenti. Penso anche che sia stata brava lei a rendermi tutto più difficile".