La scadenza del 4 luglio è passata senza che il Congresso americano approvasse la legge che da anni il settore crypto attende con più urgenza. Eppure il presidente della Commodity Futures Trading Commission, Michael Selig, non si è detto scoraggiato. “Siamo così vicini. Dobbiamo farcela”, ha dichiarato a Fox Business, sintetizzando in una frase lo stato di una partita ancora aperta — e dal cui esito dipende la struttura della regolamentazione Clarity Act crypto negli Stati Uniti per i prossimi anni.

Summary

Quella del 4 luglio era una data simbolica, ma il suo mancato rispetto ha un peso concreto: ogni settimana in più di stallo avvicina la pausa estiva del Congresso, fissata per il 7 agosto, che rischierebbe di congelare tutto fino all’autunno. Alcuni analisti stimano le probabilità di approvazione entro fine anno attorno al 50 percento — una scommessa, più che una certezza.

La Camera dei Rappresentanti ha già fatto la sua parte: il disegno di legge è stato approvato la scorsa estate. Il problema è il Senato, dove non è ancora stato calendarizzato un voto in aula. Nel frattempo, il Senate Banking Committee ha avanzato la misura con un voto di 15 a 9, con due senatori democratici che si sono uniti alla maggioranza repubblicana — un segnale di apertura bipartisan che non basta però a chiudere il cerchio.