<p>Inutile perdersi in tanti giri di parole quando si incontra un fuoriclasse come <strong>Paulo Roberto Falcao</strong>.
Meglio prendere il toro subito per le corna.
Chi vincerà i Mondiali?
«Secondo me la <strong>Francia</strong> o la <strong>Norvegia</strong>», risponde l’idolo dei tifosi romanisti a una domanda di Mf-Milano Finanza durante un briefing organizzato da <strong>Rai Sport</strong>. </p> <p> </p> <p>Falcao, il divino, l’<strong>ottavo Re di Roma</strong> prima dell’era di Francesco Totti, appare in ottima forma, elegante nel suo vestito azzurro polvere, come quando correva a testa alta su tutti i campi del mondo, segnando goal e dettando assist anche di tacco, come quello celebre per la testa di <strong>Roberto Pruzzo</strong> in un Roma-Fiorentina degli anni ottanta dopo una cavalcata da un’area all’altra, oggi detta box to box in un terribile neologismo anglofono. </p> <p> </p> <h2><strong>La delusione Brasile</strong></h2> <p>«Il Brasile avrebbe anche potuto pareggiare nella partita con la Norvegia ma ha sbagliato troppo.
Ecco, la Norvegia di<strong> Haaland</strong> mi ricorda l’Italia di <strong>Paolo Rossi</strong> contro di noi ai Mondiali dell’82 in Spagna, da quel match cominciò la marcia trionfale degli azzurri e di <strong>Bruno Conti</strong>, un fratello per me.







