di

Marco Bonarrigo

La volata vincente dell'olandese sul tedesco Kanter e sul belga Merlier

Un solo brivido, una caduta a cinque chilometri dal traguardo (un attimo prima che il gruppo nella zona dove gli incidenti vengono neutralizzati, annullando l’eventuale ritardo di chi viene coinvolto), in un tratto di percorso protetto malissimo dagli organizzatori. Per il resto, asfalto bollente a parte, la quinta tappa del Tour de France, da Lannemezan a Pau, è vissuta su 140 chilometri di fuga coraggiosa e solitaria del francese Baptiste Veistroffer e sulla volata vincente (la prima nella Grande Boucle dopo le tre al Giro d’Italia tra il 2024 e il 2025) dell’olandese Olav Kooij sul tedesco Kanter e sul belga Merlier.

Il Tour adesso guarderà ai Pirenei, che quest’anno vengono solo sfiorati ma con una tappa importante. Giovedì la corsa riparte infatti da Pau in direzione di Gavarnie-Gèdre e il menù (i chilometri sono 186) prevede, dopo 100 chilometri movimentati, la scalata del Col d’Aspin (12 chilometri al 6.5%), l’assalto al leggendario Col du Tourmalet che misura ben 17 chilometri con una pendenza media del 7.3% e un finale costantemente vicino al 10% e l’ascesa finale, lunga ma piuttosto agevole. A 1380 metri di quota si capirà se i quasi otto minuti di vantaggio del norvegese Torstein Træen sui grandi favoriti Pogacar e Vingegaard cominceranno ad essere erosi (Torstein è un buon grimpeur) e se qualcuno dei big mostrerà segni di cedimento.