Studiare come invecchiano i gatti non solo è utile per migliorare il loro benessere ma ha risvolti positivi anche sulla nostra salute. E' il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori del Dipartimento di Anatomia, Fisiologia e Farmacologia della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Auburn negli Stati Uniti. Gli esperti hanno monitorato la salute di 3754 animali, estrapolando i dati relativi alla variabilità cerebrale legata all'età, i loro profili ematochimici e altre informazioni per equiparare l'età di esseri umani e gatti.

I gatti analizzati erano di diversa provenienza e lo studio ha portato gli esperti a stabilire che il cervello dei piccoli felini domestici e quello degli umani presenta modelli di atrofia cerebrale simili, correlati all'età. "Abbiamo utilizzato modelli comuni di cambiamento cerebrale e altri parametri relativi alla salute per generare allineamenti di età nell'arco della vita fino alle fasi avanzate – scrivono nel documento – Ad esempio, un essere umano di 80 anni equivale a un gatto di 15 anni. Abbiamo così raccolto osservazioni da diverse popolazioni di gatti, inclusi animali domestici, gatti da zoo e gatti da colonia, per cogliere la variabilità individuale negli allineamenti di età tra le specie. Una delle principali scoperte emerse è che i gatti domestici vengono studiati a età significativamente più avanzate rispetto ai gatti randagi, e mostrano un elevato grado di atrofia cerebrale legata all'età. Dimostriamo che è possibile estrapolare i dati sull'età all'intero arco della vita sia degli esseri umani che dei gatti". Come invecchiano gatti e umani: i risultati della ricerca Il risultato a cui sono giunti i ricercatori è che il cervello dei gatti e quello degli esseri umani sembrano invecchiare in modo simile: entrambe le specie sono soggette a neurodegenerazione legata all'età e entrambe sviluppano declino cognitivo e della memoria, atrofia cerebrale e aumento dell'incidenza di malattie geriatriche con il passare del tempo.