C’erano un microfono, una partita e due voci che dialogavano davanti allo schermo. Un’idea semplice, diventata poi una delle formule più amate delle telecronache sportive italiane. Dietro quella rivoluzione c’era Luigi Colombo, giornalista e storico volto della televisione sportiva, scomparso all’età di 79 anni nella sua Brianza. Con la sua ironia, la competenza e un modo unico di accompagnare lo spettatore dentro la partita, aveva contribuito a trasformare il racconto del calcio sul piccolo schermo. Nato a Cesano Maderno nell’aprile 1947, aveva iniziato il suo percorso a Telemilano 58, emittente destinata a diventare la futura Canale 5, per poi approdare nel 1981 a Telemontecarlo, dove avrebbe costruito gran parte della sua carriera. Proprio sugli schermi dell’emittente del Principato nacque la telecronaca a due voci, sperimentata insieme a José Altafini e successivamente anche con Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli. Un’intuizione che avrebbe cambiato il linguaggio delle partite televisive, introducendo il confronto diretto tra il giornalista e il commentatore tecnico, oggi diventato una presenza abituale nei grandi eventi sportivi. Nel corso della sua lunga carriera Colombo è stato la voce di alcuni dei momenti più importanti del calcio internazionale. Ha raccontato tutte le finali di Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe disputate tra il 1981 e il 1991. Tra gli appuntamenti più delicati la finale del 1985 all’Heysel, commentata in coppia con l’indimenticabile Bruno Pizzul. Al di là della vittoria della Juve sul Liverpool, i due ebbero grande sensibilità nel raccontare la tragedia che portò via la vita di 39 tifosi, di cui 35 italiani. Il percorso di Colombo, però, lo ha portato a seguire quattro edizioni dei Mondiale, dal 1982 al 1994, celebrando il successo della Nazionale di Enzo Bearzot a Madrid insieme a José Altafini. A questo si aggiunsero tre Campionati Europei — quelli del 1984, 1988 e 1992 — altrettante Olimpiadi (nel 1984, 1988 e 1992) e oltre 550 partite internazionali. Ma il suo lavoro non si è limitato alle telecronache. Fu anche ideatore di programmi come «Galagoal», uno dei format più riconoscibili della stagione d’oro di Telemontecarlo, e successivamente ricoprì il ruolo di direttore di Sisal Tv e del quotidiano «Lo Sportsman». Negli anni successivi continuò a essere protagonista del racconto sportivo, lavorando anche per altre realtà televisive e tornando al microfono con Giacomo Bulgarelli sulla piattaforma «Gioco Calcio», dove ricompose una coppia storica per gli appassionati. La sua storia professionale è stata anche un viaggio dentro un’epoca irripetibile della televisione italiana, quella in cui le emittenti private stavano sperimentando nuovi linguaggi e nuovi modi di avvicinare il pubblico allo sport. Colombo seppe raccontare il calcio non solo attraverso il risultato, ma attraverso i personaggi, le atmosfere e le storie che rendevano ogni partita un evento. Nel suo percorso incontrò alcuni dei più grandi campioni del calcio mondiale, da Diego Maradona a Gianni Rivera, passando per Sandro Mazzola e lo stesso Altafini. Lavorò anche accanto a grandi protagonisti della televisione italiana come Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Una carriera lunga e intensa, la sua, che Colombo aveva deciso di raccontare nel libro «Passo doppio. Ricordi di vita, di calcio e di tivù», titolo che racchiudeva anche il suo stile: capace di unire ritmo, curiosità e leggerezza. A ricordarne il valore umano e professionale è stato anche il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, che lo ha definito un grande innovatore del giornalismo sportivo televisivo: «Ha sempre avuto una marcia in più, il suo proverbiale “passo doppio” e con il passo doppio stanotte è salito direttamente in cielo — ha scritto nel ricordo dedicato al giornalista — la sua ironia, i suoi aneddoti, la sua curiosità e la capacità di raccontare il calcio con eleganza». Nel 2006 aveva ricevuto il riconoscimento di cittadino benemerito di Cesano Maderno, città alla quale era molto legato.
Addio a Luigi Colombo, il telecronista che inventò il calcio a due voci in tv
Da Telemontecarlo alle grandi dirette in coppia con Bruno Pizzul, José Altafini e Giacomo Bulgarelli, raccontando quattro Mondiali, tre Europei e altrettante O…








