Martin Engstroem (1953) è uno degli uomini più influenti del mercato internazionale della musica classica. Ragazzo prodigio del management musicale, ha trascorso la vita ai vertici del settore: alla Deutsche Grammophon firmò i contratti di Lang Lang – il solista di classica più pagato al mondo – e Anna Netrebko, la diva della lirica.

Ha lavorato accanto a giganti come Leonard Bernstein e Herbert von Karajan, prima di fondare nel 1994 la sua impresa più riuscita: il Festival di Verbier, tra le Alpi svizzere. Dal 16 luglio al 2 agosto, anche quest’anno offre 60 concerti, tre opere, 50 eventi paralleli, più di cento masterclass, ospitando – oltre a una propria orchestra – il gotha del concertismo: Simon Rattle, Martha Argerich, Joshua Bell, Evgeny Kissin, Yunchan Lim, e la lista prosegue.

Se volete capire come funziona davvero il mercato della musica classica – come nascono le carriere, come si scoprono i talenti, come stanno cambiando sponsor, pubblico e modelli di business – c’è una persona a cui chiederlo, è Martin Engstroem. Forbes Italia lo ha fatto.

Le sale da concerto faticano a riempirsi, mentre i festival sono rigogliosi. Dove sta andando il mercato della musica classica?

I festival continuano a crescere perché oggi il pubblico cerca anche un’esperienza sociale oltre al concerto in sé. Le orchestre e i teatri devono ripensare il loro ruolo. Bisogna uscire dalla sala, andare nelle scuole, nelle comunità, suonare fuori dai luoghi tradizionali, essere ambasciatori del territorio. Quanto al marketing, non basta fare un po’ di pubblicità, bisogna costruire relazioni, aprendosi anche alle persone che non sono mai entrate in una sala da concerto.