VICENZA - Riunione a Palazzo Balbi a Venezia, sede della giunta regionale, per individuare il nuovo referente dell'Unesco nella gestione del sito "Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto". L'incontro, cui hanno presenziato tra gli altri il sindaco Giacomo Possamai e l'assessore regionale Marco Zecchinato, si è svolto l'8 luglio.
L'incontro Obiettivo era avviare il percorso per nominare la nuova governance del sito Unesco vicentino, come da progetto della Regione e del Comune. L'incarico sarà affidato a un'associazione, che sarà appositamente costituita e avrà la Regione Veneto come socio fondatore. Una volta creata dovrà coordinare la tutela del patrimonio Unesco vicentino, la sua conservazione e valorizzazione, garantendo l'attuazione del Piano di gestione e promuovendo lo sviluppo culturale e socio-economico del territorio. «Mettiamo un tassello importante nel progetto per una governance più efficace e moderna di uno dei patrimoni culturali più rappresentativi del Veneto – ha dichiarato l'assessore regionale alla Valorizzazione dei siti Unesco, Marco Zecchinato –. Il sito "Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto" coinvolge una rete di beni distribuiti in gran parte del territorio regionale e richiede strumenti adeguati per affrontare le sfide della tutela e della valorizzazione. Per questo, insieme al Comune di Vicenza, abbiamo promosso un percorso che prende il via in sinergia con il territorio». «L'associazione rappresenta un nuovo modello di collaborazione istituzionale – ha proseguito Zecchinato –. Sarà aperta all'adesione di tutti i soggetti interessati e consentirà di mettere in rete competenze, risorse e progettualità, rafforzando la capacità di valorizzare un patrimonio che appartiene non solo al Veneto, ma all'intera comunità internazionale. L'obiettivo è costruire una governance realmente partecipata, nella quale enti e istituzioni possano lavorare come una squadra, condividendo responsabilità e visione. Solo attraverso una collaborazione stabile e strutturata potremo garantire la conservazione di questo straordinario patrimonio e, al tempo stesso, trasformarlo in un motore di crescita culturale, sociale ed economica per i territori coinvolti».







