Un kakī o cavaliere nero (Himantopus novaezelandiae) riceve la sua dose di vaccino contro l’influenza aviaria. Foto di Department of Conservation

La Nuova Zelanda si sta preparando a fare qualcosa di mai tentato prima nel mondo della conservazione: vaccinare alcune delle sue specie di uccelli più minacciate per proteggerle dall'influenza aviaria ad alta patogenicità, il virus H5N1 che negli ultimi anni si è diffuso in gran parte del mondo causando morie di massa tra uccelli selvatici, domestici e anche di diversi mammiferi.

L'allarme è diventato ancora più concreto lo scorso 19 giugno, quando il virus è arrivato per la prima volta in Australia, il vicino più prossimo della Nuova Zelanda. Il primo caso confermato è stato quello di uno stercorario antartico, un uccello marino migratore trovato morente su una spiaggia dell'Australia occidentale. Nelle settimane successive altri uccelli marini sono risultati positivi lungo migliaia di chilometri di costa meridionale. Per i biologi neozelandesi, a quel punto, la domanda non era più "se" il virus sarebbe arrivato nel Paese, ma "quando". Perché la Nuova Zelanda teme così tanto il virus H5N1 Le preoccupazioni riguardano le specie endemiche rare e con popolazioni molto piccole, come il takahē (Porphyrio hochstetteri) La preoccupazione riguarda soprattutto le specie endemiche, cioè quelle che vivono solo in Nuova Zelanda, e che spesso sopravvivono con popolazioni minuscole. In alcuni casi si tratta di poche centinaia di individui. Se un virus molto contagioso e aggressivo entrasse in queste popolazioni già così fragili, potrebbe spingerle rapidamente verso l'estinzione.