Fratelli d'Italia ha presentato mercoledì 8 luglio alla Camera una proposta di legge per rimpatriare i migranti condannati in via definitiva a pene superiori a un anno per far scontare la detenzione nei Paesi di origine invece che in Italia. Lo slogan scelto dal partito è "Immigrato condannato, subito rimpatriato". Ad annunciarlo in conferenza stampa è stato il presidente dei deputati di FdI, Galeazzo Bignami: "Con questa Pdl finalmente gli immigrati condannati e detenuti in Italia sconteranno la pena nei Paesi d'origine". Secondo Bignami, la misura "potrebbe riguardare fino a circa 13.900 detenuti, pari al 68% della popolazione carceraria straniera". Il deputato ne indica tre effetti attesi: la riduzione del sovraffollamento nelle carceri, il contenimento dei costi per lo Stato e un rafforzamento della "certezza della pena e la sicurezza delle nostre città". E a chi, a margine della presentazione della proposta alla Camera, ha interrogato Bignami sulla possibilità che il testo possa rappresentare una risposta al cavallo di battaglia di Vannacci sulla remigrazione, il presidente dei deputati di FdI ha risposto: "È una proposta che Fratelli d'Italia porta avanti da sempre".Bignami ha collegato la possibilità di applicare la misura alle "modifiche ottenute da Giorgia Meloni in sede europea". Con l'introduzione del concetto di Paese di origine sicuro, spiega, questi migranti "potranno essere rimpatriati di ufficio a fronte di un accordo bilaterale, senza bisogno del consenso del detenuto come avviene oggi". Il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, ha collocato la proposta nel quadro dei risultati già raggiunti dal Governo: "L'Italia parte già da una situazione positiva per ciò che concerne i rimpatri, essendo la seconda Nazione in Europa dopo la Danimarca per numero di rimpatri in percentuale, la prima ovviamente in numeri assoluti visto che da noi gli sbarchi sono in numero più consistente". L'obiettivo, aggiunge, è "portare l'immigrazione nella legalità e non in mano alla criminalità organizzata".Per Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di FdI, la proposta è "un ulteriore tassello al programma che abbiamo messo a terra", pensato per alleggerire il peso sui penitenziari italiani senza ricorrere a misure di scarcerazione. Donzelli critica le soluzioni proposte in passato dalle opposizioni: "Piuttosto che rimettere in libertà chi ha commesso reati, è più semplice trovare modalità alternative per scontare la pena nel proprio Paese d'origine". Le misure di "svuota-carceri", sostiene, non risolverebbero il problema per via della recidiva. Il responsabile programma di FdI, Francesco Filini, ha sintetizzato così la filosofia del provvedimento: "In Italia non si scherza, chi sbaglia paga e torna a casa sua". Secondo lui, il governo Meloni avrebbe imposto un "cambio di paradigma, non solo in Italia ma in tutta l'Europa", che avrebbe portato a un calo degli sbarchi.