Il Fondo Monetario Internazionale ritocca leggermente al ribasso la crescita economica mondiale. Il Pil aumenterà quest'anno del 3,0%, ovvero 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di aprile. Nel 2027 la crescita è attesa accelerare al 3,4% (+0,2 punti). "Il lieve rallentamento riflette gli effetti del conflitto in Medio Oriente, parzialmente compensati dall'accelerazione della domanda nel ciclo tecnologico globale, trainata dall'intelligenza artificiale", afferma il Fmi nell'aggiornamento del World Economic Outlook, nel quale si precisa che i "rischi alle prospettive sono più bilanciati che in aprile ma restano al ribasso".
Previsioni che rischiano di invecchiare rapidamente alla luce dell’evoluzione sul fronte mediorientale, come testimonia il precipitare degli eventi nelle ultime ore che non è ovviamente incluso nell’aggiornamento delle previsioni.
"Il rischio più immediato per le previsioni di base deriva dagli sviluppi in Medio Oriente", dice il Weo. "Un'escalation delle tensioni geopolitiche danneggerebbe la crescita e aggraverebbe le pressioni inflazionistiche. Detto questo, se la riapertura dello Stretto di Hormuz procedesse in modo più agevole del previsto e i prezzi delle materie prime risultassero inferiori rispetto allo scenario di base, la crescita potrebbe essere più elevata e l'inflazione più bassa", spiega il documento.










