L'aggressione dentro il presidio territoriale di assistenza. Il direttore dell'Asp: "Violenza inaccettabile"

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Un medico in servizio al centro Asp di via Arcoleo, a Palermo, è stato accoltellato da un uomo arrivato negli uffici dell'Azienda sanitaria provinciale per chiedere una carrozzina elettrica per un familiare. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il dirigente medico che si occupa della fornitura dei presidi sanitari, avrebbe fatto notare all'aggressore la mancanza di un documento necessario per la pratica. A quel punto l'uomo sarebbe andato su tutte le furie, prima insultandolo e dopo, estratto un coltello, lo avrebbe colpito al volto e alla spalla, inseguendolo nei corridoi del presidio territoriale di assistenza, prima di essere bloccato da una guardia giurata e dalla Polizia intervenuta poco dopo sul posto. La vittima non ha fortunatamente riportato ferite profonde ed è stata trasportata al pronto soccorso del Policlinico.Le parole del direttore generale dell'Asp"L'aggressione subita dal nostro dirigente medico è un fatto gravissimo che condanniamo con la massima fermezza. Colpire un professionista mentre svolge il proprio lavoro significa colpire l'intero Servizio sanitario e i valori sui quali si fonda l'assistenza ai cittadini. A lui va l'abbraccio dell'intera comunità dell'Asp Palermo e l'augurio di una pronta guarigione". A dirlo è Alberto Firenze, il direttore, dopo l'aggressione subita stamattina dal medico. Il manager dell'Asp, che si è recato al Policlinico 'Paolo Giacconè, ha incontrato il professionista e i sanitari che lo hanno preso in cura, esprimendo, anche a nome dell'intera Azienda, "solidarietà e sostegno in questo momento particolarmente difficile". Firenze ha ribadito l'impegno della direzione strategica nella tutela e salvaguardia degli operatori. "Non possiamo accettare che medici, infermieri e operatori sanitari siano esposti a episodi di violenza mentre svolgono il proprio dovere con professionalità e senso di responsabilità. Continueremo a collaborare con tutte le istituzioni affinché chi opera nella sanità possa farlo in condizioni di sicurezza, serenità e rispetto".La sicurezza degli operatoriLa sicurezza anche nelle strutture sanitarie territoriali, dove non sono presenti Pronto soccorso, è necessaria. Anche qui operano quotidianamente medici, infermieri e personale amministrativo a contatto con molta utenza. In Italia i posti fissi delle forze dell’ordine sono aumentati, ma concentrati soprattutto nei grandi ospedali e nei Pronto soccorso, mentre nei PTA la vigilanza è generalmente affidata a guardie giurate e l’intervento di Polizia o Carabinieri avviene su chiamata.