L’operazione Poste Tim entra in una fase più concreta. Non ancora il punto di arrivo, ma un passaggio che avvicina l’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria lanciata da Poste Italiane su Telecom Italia alla sua esecuzione industriale e finanziaria. Il consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Matteo Del Fante ha infatti esercitato la delega per l’aumento di capitale a servizio dell’operazione, deliberando l’emissione di nuove azioni per complessivi 371,99 milioni di euro, oltre sovrapprezzo.La mossa non cambia la natura dell’offerta, ma ne rafforza l’impianto attuativo. Poste dovrà infatti mettere a disposizione degli azionisti Tim che aderiranno all’operazione una componente in titoli, oltre alla parte in contanti. Per questo l’aumento di capitale rappresenta uno snodo tecnico, ma anche un segnale di avanzamento nel percorso verso la costruzione di un gruppo integrato tra servizi postali, finanza, logistica, connettività, cloud, dati e infrastrutture digitali.A rendere più complesso lo scenario c’è però un secondo dossier. Mentre Poste procede sul fronte societario, l’Agcom continua a lavorare sulle frequenze mobili in scadenza nel 2029. La decisione, attesa al consiglio del 7 luglio, secondo quanto risulta è slittata alla riunione del 29 luglio. Sul tavolo si fa strada l’ipotesi di una proroga fino al 2037 senza esborso immediato, ma vincolata a impegni di investimento e a controlli periodici.Il punto è delicato perché incrocia due piani diversi. Da un lato c’è l’operazione Poste Tim, che ridisegna gli equilibri industriali del settore. Dall’altro c’è il tema dello spettro radio, cioè una delle variabili più rilevanti per il valore, la capacità di investimento e la sostenibilità finanziaria degli operatori mobili italiani.Indice degli argomenti
Poste Tim, nodo capitale e spettro
Poste Tim, aumento da 372 milioni per l’offerta. Focus su integrazione industriale e dossier frequenze mobili al vaglio Agcom.






