«Il Cda attuale è troppo diviso». Alfredo Spalluto ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza di Kyma Ambiente e non solo. Quella che doveva essere una conferenza stampa di ordinaria amministrazione si è trasformata in un’autentica «operazione verità» sullo stato di salute della partecipata dell’igiene urbana di Taranto, svelando un quadro finanziario critico ma accompagnato da una strategia di salvataggio.
L’ormai ex presidente si appresta infatti a fare il suo ingresso tra i banchi del Consiglio comunale per il Partito Democratico, subentrando a Luana Riso, nominata assessore al Patrimonio.
Una scelta che farà decadere l’intero Consiglio di Amministrazione. Da lì, assicura Spalluto, la battaglia per difendere e sostenere l’azienda continuerà in prima linea, ma con una consapevolezza diversa. «Ora è tempo – riferisce -che subentri un’amministrazione più coesa e unita, altrimenti si rischia di non fare l’interesse della società».
Dietro la scelta politica emerge la questione dei conti. Spalluto ha annunciato il ricorso ufficiale alle procedure della legge sulla crisi d’impresa, una mossa resa inevitabile da un pesante passivo ereditato dalle vecchie gestioni, superiore ai 40 milioni di euro (circa 43 milioni complessivi, di cui oltre la metà contratti nei confronti dell’Erario).






