«Il Tribunale di Catania ha finalmente accertato che tutte le attività legate all’Aquarius, comprese le operazioni portuali e lo smaltimento dei rifiuti, erano conformi alla normativa vigente». Lo afferma, con una nota diffusa alla stampa, la ong Medici senza frontiere. L'indagine della procura etnea riguardava una presunta gestione illecita dell'immondizia accumulata durante le operazioni di salvataggio dei migranti in mare, che sarebbero poi stati smaltiti in maniera non conforme rispetto alla legge.

Già nel 2024 il caso si era sgonfiato con un primo proscioglimento della Ong. «Dopo una lunga fase di indagine (2017-2021) e un processo durato ancora più a lungo (2021-2026), il Tribunale di Catania ha finalmente accertato che tutte le attività legate all’Aquarius, comprese le operazioni portuali e lo smaltimento dei rifiuti, erano conformi alla normativa vigente», si legge in una nota diffusa adesso da Medici Senza Frontiere. Le accuse della magistratura catanese facevano particolare riferimento ai vestiti usati dei migranti, agli scarti alimentari e ai rifiuti provenienti dalle attività mediche a bordo.

La nave Aquarius è stata una delle imbarcazioni di ricerca e soccorso più note in Italia, negli anni in cui è stata attiva. Si trovava infatti nel Mediterraneo centrale tra il 2016 e il 2018. Il suo ultimo periodo in mare ha coinciso con la battaglia che il governo di allora ha deciso di combattere contro le ong. «Questi procedimenti giudiziari - spiega Msf - hanno avuto un profondo impatto personale e professionale sul personale coinvolto e hanno compromesso le operazioni di ricerca e soccorso in mare volte a salvare vite umane».