Dopo nove anni fra indagini e aula, crolla l’ennesimo processo contro le ong. Sul banco degli imputati c’era Aquarius, nave di soccorso pensionata nel 2018, ma ancora protagonista di un procedimento giudiziario lumaca a Catania, conclusosi con una tombale assoluzione. Per i giudici, Medici senza frontiere, che insieme a Sos Méditerranée gestiva quella nave, non ha mai commesso alcun illecito nella gestione dei rifiuti e tutte le operazioni – come sempre sostenute dall’ong – sono state conformi alla normativa.
"La sentenza rappresenta un importante momento di riconoscimento per i team che hanno lavorato sotto forte pressione politica mentre cercavano di salvare vite umane lungo la rotta migratoria più letale al mondo e segna un passo importante per mettere fine all'infondata criminalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso in mare", commenta Paul Brockmann, responsabile operativo di Msf.
Quando le accuse, con contestuale sequestro che ha bloccato la nave per mesi, sono state contestate, in procura a Catania c’era Carmelo Zuccaro, il magistrato che dal 2016 in poi ha più volte tentato di trascinare le ong in tribunale per presunte e mai provate complicità con i trafficanti, regolarmente smentite dalle sentenze o naufragate in istruttoria. Nel 2017 invece, con le navi di soccorso ha adottato un’altra strategia: contestare l’illecito smaltimento di rifiuti.







