Caricamento player
Il 7 luglio il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha confermato che alle Olimpiadi invernali del 2030, sulle Alpi francesi, non ci sarà la combinata nordica, lo sport che combina il salto con gli sci e lo sci di fondo. La combinata nordica era sempre stata alle Olimpiadi invernali fin dalla loro prima edizione, nel 1924 a Chamonix, in Francia, ma già da tempo era noto che il suo posto alle Olimpiadi fosse molto a rischio. Perché è uno sport sempre meno seguito e in linea con gli interessi del CIO, e perché per tradizione è quasi solo maschile (anche se negli ultimi anni qualcosa stava cambiando), quindi in contrasto con la volontà del CIO di far sì che alle Olimpiadi partecipino un uguale numero di atlete e di atleti.
Già prima di questa esclusione la combinata nordica, nata in Norvegia nell’Ottocento, era comunque uno sport in crisi. Ha pochi praticanti, peraltro in pochi paesi; negli altri, e comunque per chi non lo conosce, è difficile da seguire e da capire. Per tradurre in una classifica i risultati del salto con gli sci (che a loro volta non sono calcolati semplicemente in metri e distanze) e i tempi dello sci di fondo si usa un sistema noto come “metodo Gundersen”, dal nome dell’atleta e poi direttore tecnico che lo mise a punto, che tra l’altro cambia leggermente a seconda delle gare.










