Due ex agenti dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI, parte dei servizi segreti italiani) sono stati arrestati con l’accusa di spionaggio a favore della Russia. Sono indagati anche per accesso abusivo a sistemi informatici. La procura ritiene che un ex agente dei servizi segreti russi abbia ricevuto informazioni segrete in cambio di soldi. Si chiama Mikhail Astakhov e ufficialmente lavora come militare all’ambasciata russa in Italia: per questo gode dell’immunità diplomatica, una forma di tutela giuridica riconosciuta ai diplomatici stranieri in base alla quale non possono essere detenuti o processati dallo Stato in cui prestano servizio.

I due ex agenti italiani, ora agli arresti domiciliari, sono Gavino Raul Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi di 59 anni. Oltre a loro sono indagati cinque militari che erano ancora in servizio, e ora devono rispondere dei reati di procacciamento di notizie sulla sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato e di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione.

Stando a quanto emerso finora, l’indagine è stata avviata su segnalazione dell’AISI. Secondo chi indaga Astakhov, un ufficiale dell’intelligence militare russa (il GRU), sarebbe stato il diretto destinatario delle informazioni riservate, e a tenere i contatti con lui sarebbe stato Piras. Al momento non è chiaro il ruolo di Di Pasquale.