Il proverbiale e leggendario “spettro” del comunismo che “si aggira(va) per l’Europa”, evocato come terrifico e definitivo, per la sorte degli zar e perfino del papa, da Marx ed Engels nel Manifesto dell’ormai remoto 1848, assai probabilmente in questi nostri ultimi nostri giorni dovrebbe ringraziare il presidente degli Usa, Donald Trump, per averlo rimesso al mondo, addirittura rivitalizzato (“reificato”, si direbbe con lessico marxiano) attraverso parole e smorfie cariche di veemenza, pronunciate pubblicamente in occasione dell’anniversario della Nazione Americana in un luogo altamente simbolico e non meno spettrale: Mount Rushmore, i volti dei Padri Fondatori scolpiti nella roccia, incombenti alle sue spalle: “Il Partito comunista è composto da immigrati clandestini, criminali e da chiunque non debba lavorare.