<p>Il <strong>Tribunale dell’Unione europea</strong> ha respinto i ricorsi presentati da <strong>Apple</strong> contro la designazione di <strong>gatekeeper</strong> da parte della <strong>Commissione europea</strong> per il suo <strong>App Store</strong> e il sistema operativo <strong>iOS</strong>.
La sentenza conferma la legittimità della decisione della Commissione Ue e impone ad Apple di sottostare agli obblighi previsti dal <strong>Digital Markets Act (Dma)</strong>. </p> <p> </p> <p>In primo luogo, si legge nella sentenza, il Tribunale dichiara «irricevibile l’eccezione di illegittimità sollevata da Apple nei confronti della disposizione del Dma relativa agli <strong>obblighi di interoperabilità</strong> imposti alle imprese designate come gatekeeper». </p> <h2><strong>La conferma della decisione sull’App Store</strong></h2> <p>In secondo luogo, la Corte «conferma la valutazione della Commissione Ue secondo cui le diverse versioni dell’<strong>App Store</strong> (per iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e Apple TV, ndr) costituiscono un solo e unico servizio di piattaforma di base». </p> <p>Le differenze addotte da Apple per sostenere che ciascuno <strong>Store</strong> costituisse un servizio distinto, «attengono principalmente alle <strong>caratteristiche proprie dei dispositivi</strong> proprie dei dispositivi utilizzati e non giustificano la distinzione tra diversi servizi di piattaforma di base», ha motivato il tribunale. </p> <h2><strong>Il caso iMessage e l’esclusione dal Dma</strong></h2> <p>In terzo luogo, il ricorso relativo al servizio di messaggistica <strong>iMessage</strong> è stato dichiarato «inammissibile».













