Roma, 8 lug. (askanews) – Ha raccolto quasi cinque milioni di euro Mario Adinolfi dai suoi “clienti”. Con causale “Scommessa Collettiva” il giornalista ha ricevuto dal 1 gennaio 2020 al 27 febbraio 2026 complessivamente euro 4.794.647. Lo scrive il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Roma, Giulia Arcieri, in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita oggi dalla Guardia di finanza della Capitale. A completare il quadro degli accertamenti anche una causale “Cristo Regna” per 3.830 euro. L’esame dei conti correnti bancari intestati da parte degli esperti delle Fiamme gialle hanno fatto saltare fuori gli addebiti poi contestati ad Adinolfi. “Sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate – scrive il giudice – è risultata un’incoerenza tra le somme accreditate sui rapporti finanziari di cui il contribuente risultava unico titolare e i dati reddituali e dichiarativi allo stesso riferibili”. Insomma Adinolfi “non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi” nel 2017.

Le operazioni sospette segnalate dagli istituti di credito, e la ricostruzione di quanto accaduto a distanza di tempo – continua il gip – “inducono fondatamente gli inquirenti a ritenere messo in atto un sistema piramidale, il cosiddetto ‘schema Ponzi’ (dal nome del suo ideatore, operante negli Stati Uniti agli inizi del 1900), relativo ad una truffa finanziaria basata sulla raccolta sistematica di fondi privati, e sull’accredito parziale, nel tempo, di vincite e interessi promessi così da incentivare gli ulteriori finanziamenti, inscenando la parvenza di un meccanismo che funziona; sistema che, in presumibile assenza di effettiva attività di valorizzazione del capitale investito, regge solo fino a quando vengono introdotte ulteriori risorse attraverso nuovi accrediti/di denaro, altrimenti entrando in crisi”.