“Io sindaco di Milano? Sì, lo farei. Sgarbi? Non mi ha voluto come intruso nel suo harem”. Giuseppe Cruciani non si smentisce mai: ha fatto della provocazione e dell’anticonformismo le sue cifre e lo ribadisce nella lunga intervista al Corriere della Sera, il giorno dopo l’uscita di Libertà – Tutto Cruciani dalla A alla Z. L’Alfabeto del politicamente scorretto, il dizionario “crucianesco” nel quale snocciola aneddoti, incontri, storie e personaggi. Come Massimo Boldi, che definisce “martire del nostro tempo” dopo che gli hanno impedito di fare il tedoforo alle Olimpiadi.
Reduce dal furto dello scooter, Giuseppe Cruciani parla di Milano e rivela che Salvini lo aveva proposto come sindaco: “Io qui farei il sindaco, poi non lo farò però credo che l’unico ambito in cui mi piacerebbe fare politica sarebbe l’amministrazione locale, per stare a contatto con i problemi reali”. A cominciare dalla sicurezza, con cui ammette di confrontarsi spesso con Sala, che incontra spesso a casa di amici comuni. “Ha sottovalutato un po’ la questione della sicurezza: a maggior ragione trovo incredibile che il centrodestra non trovi un competitor all’altezza. È una follia cercare un candidato che parli solo ai poteri della città, qui serve un sindaco porta a porta, quasi alla Vannacci”.








