“Io a Milano farei il sindaco, poi non lo farò però credo che l’unico ambito in cui mi piacerebbe fare politica sarebbe l’amministrazione locale, per stare a contatto con i problemi reali”. Giuseppe Cruciani non disdegna l’idea di amministrare il capoluogo lombardo, un'ipotesi suggerita anche da Matteo Salvini. In un’intervista al Corriere della sera, il conduttore radiofonico commenta:
“Conosco bene Sala, lo incontro anche a casa di amici comuni. Ha sottovalutato un po’ la questione della sicurezza: a maggior ragione trovo incredibile che il centrodestra non trovi un competitor all’altezza. È una follia cercare un candidato che parli solo ai poteri della città, qui serve un sindaco porta a porta, quasi alla Vannacci”
L’affinità con Vannacci ricorre nel corso dell’intervista. Con il generale, condivide l’idea che andrebbe abolito il reato di femminicidio. Ma è Vittorio Sgarbi l’uomo che più spesso viene paragonato a lui:
“Sono considerato immeritatamente un erede di Vittorio Sgarbi. Ero andato a visitarlo a febbraio 2025, nei mesi più acuti della malattia, è stato un momento molto commovente e privato. Era sdraiato sul divano, in casa a Roma a Santa Maria della Valle. Mi ha fatto molta impressione, ci siamo parlati poco, poi è andato in ospedale. Io ho paura che non torni come prima e lo voglio ricordare al centro di un harem. Capitò a Garda, eravamo io, lui, Malena, altre persone che lo accompagnavano nel castello di un suo amico. Lui a fine serata stava andando verso una stanza con due donne e io volevo partecipare. Mi sono avvicinato, ma lui mi ha fatto capire che non mi voleva come intruso nel suo harem. Voglio ricordarlo così”







